Questa volta il suo nome era Giulia , ma è stato Teresa, Martina, Oriana ,Alina, Yana, Margherita … e questi sono solo i nomi delle vittime di gennaio, ma nel 2023, nel nostro paese le donne uccise sono state almeno 83, vittime di compagni, mariti, presunti amici . Molte di loro sono state sorprese come Giulia dalla furia violenta di chi non ha accettato il rifiuto, la fine di una relazione. Uomini che non hanno sopportato la perdita del possesso e del potere su di loro. Donne che hanno pagato il prezzo più alto per aver creduto possibile liberarsi dal mostro e ricostruirsi una vita, o semplicemente per aver creduto che quell’uomo che diceva di amarle non avrebbe mai fatto loro del male. Chi ha denunciato, chi ha chiesto aiuto, chi ha provato a fuggire , ma niente è servito a salvare queste donne. Io sono convinta che ognuno di noi madri di maschi che diventeranno uomini abbia un dovere importantissimo nel farli crescere nel rispetto totale e assoluto delle donne. Combattiamo con l’educazione che possiamo trasmettere ai nostri figli questa cultura imperante che ci svende come oggetti ed esseri inferiori. I diritti delle donne non stanno nelle “ quote rosa”, ma nella possibilità di essere libere di scegliere la propria vita e di viverla in sicurezza, senza sentirsi braccate come prede , senza la paura di uscire per strada o peggio di rifiutare un amore sbagliato.
In questi giorni si parla di educare all’ affettività e al rispetto nelle scuole, ma io dico che questa educazione deve arrivare dalle case, dalle famiglie, dal far capire ad ogni bambino, ragazzo, uomo che la donna non è un oggetto che un giorno sarà tuo, ma un’ incredibile essere pieno di amore e vita che richiede il massimo riguardo. Ogni bambina, ragazza, giovane donna deve essere consapevole che ha un immenso valore e che non si deve accontentare di chi la tratta male, la svilisce, le toglie la dignità . Ogni donna deve essere libera di rifiutare coloro che non desidera più avere nella propria vita. Questa è la vera rivoluzione che serve alla nostra società.
A tutte quelle donne che sono tutt’ora vittime e che hanno paura va il mio pensiero e spero che trovino il coraggio e la possibilità di liberarsi e ricostruirsi una vita. Per ora posso solo dire addio Giulia, spero che la tua tragedia serva perlomeno a smuovere un po’ di coscienze. Ti mando un pensiero di luce e di amore.

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